Il regolamento generale sulla protezione dei dati “General Data Protection Regulation”, ufficialmente “Regolamento UE n. 2016/679” e meglio noto con la sigla GDPR, è il regolamento dell’Unione Europea in materia di trattamento dei dati personali e di privacy adottato il 27 aprile 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 maggio 2016 entrato in vigore il 25 maggio dello stesso anno ed operativo a partire dal 25 maggio 2018.

Sono passati oltre 18 anni dall’introduzione del Decreto Legislativo che ha introdotto il concetto di Responsabilità Amministrativa. La necessità di creare modelli organizzativi che avessero come obiettivo quello di evitare l’incorrere in sanzioni dovute ai comportamenti illeciti, è stata interpretata dalle aziende come un onere di cui se ne poteva fare certamente a meno. Questa errata interpretazione della normativa ha spinto le aziende a creare modelli organizzativi privi di efficacia ma di mera facciata, al solo scopo di evitare le sanzioni.
La giurisprudenza ha punito questo tipo di approccio superficiale e non creato a misura sull'impresa, ma scopiazzato da prototipi difficilmente replicabili a tutte le realtà aziendali. Negli anni a seguire però ci sono stati mutamenti epocali per i quali oggi si impone l'esigenza di riconsiderare il Decreto e non vederlo più come un ulteriore balzello generatore di ulteriori costi e di responsabilità ma come una opportunità di crescita e miglioramento continuo per le aziende.

Gli obblighi che scaturiscono dal D.lgs. 231/2001 devono necessariamente essere rivisti in una nuova prospettiva e con dei nuovi propositi e obiettivi. I modelli organizzativi vanno creati come sistema integrato di controlli al fine della gestione efficiente di qualsiasi forma di rischio, offrendo al contempo alla Green Fuel, ai soci e alla governance aziendale un sistema volto al controllo e al monitoraggio dell’attività dell’impresa.

La sicurezza sul lavoro è un argomento che le aziende vivono da sempre in modo contraddittorio per i diversi contesti a cui lo stesso fa riferimento; da una parte una normativa ben precisa il T.U. D.lgs. 81/08 che di fatto ha sancito un punto fermo “aggiornando” e “centralizzando” le norme di riferimento, i costi aziendali, sicuramente difficili da sostenere soprattutto nei periodi di “crisi”, ormai divenuta una costante. L’organizzazione aziendale orientata a far rispettare le norme ai dipendenti, argomento spinoso paradossalmente per le attività più a rischio, come i cantieri edili, l’industria metallurgica pesante, etc. Non si può affermare che non esista una sensibilità aziendale sull’argomento, lo dimostrano le tante certificazioni OHSAS 18000 attive che, dichiarano nei fatti, una precisa volontà aziendale di voler gestire la sicurezza in maniera appropriata, proprio per ottenere i vantaggi di una corretta e puntuale prevenzione, questo approccio però caratterizza la minoranza di aziende, lasciando fuori soprattutto le piccole imprese.

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